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zemzem
 
 
24 giugno 2009
Ma che schifo!
La mosca bianca
 
Obama sta rilasciando un’intervista televisiva alla Casa Bianca. All’improvviso il dramma. Una mosca, sfuggita al controllo dei servizi segreti, si arrampica sulla sua giacca con l’agilità di un fotografo sardo a caccia di scoop. Obama le lancia un paio di avvertimenti, sventolando le braccia a mezz’aria. Ma quella insiste. Deve aver letto sui giornali che Obama è così buono che non farebbe del male nemmeno a una mosca. Errore. Obama ricorda certi biscotti, dolci fuori ma duri dentro. E in questo periodo della vita è talmente sicuro di sé che è persino disposto a correre il rischio di una figuraccia in mondovisione. Silenzioso e concentrato, aspetta che il velivolo nemico gli atterri su una mano. E solo a quel punto attiva la contraerea dell’altra mano per schiacciarlo senza pietà. Avesse mancato il bersaglio, come minimo già stasera la Corea avrebbe raddoppiato i missili nucleari. Da vero sceriffo, terminata l’esecuzione chiede alle telecamere di inquadrare il cadavere a mo’ di monito. Poi lo raccoglie con un pezzo di carta e va a seppellirlo nel cestino.

So già cosa state pensando. Come sarebbe andata da noi? Dipende. Se al posto di Obama ci fosse stato Berlusconi, e la mosca avesse avuto ambizioni artistiche e un principio di tette, probabilmente il premier l’avrebbe invitata a colazione. Invece Veltroni avrebbe pensato: se la uccido mi inimico gli animalisti, d’altronde se la lascio vivere mi gioco i giustizialisti. Nel dubbio sarebbe rimasto con la mano a mezz’aria o al massimo avrebbe infilato un dito in un occhio a D’Alema.
 
Massimo Gramellini, La Stampa 18 giugno 2009


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permalink | inviato da zemzem il 24/6/2009 alle 21:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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