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Coscienza Solidale

 

Anche quest’anno la mia coscienza ha trovato molta soddisfazione nelle giornate dedicate: nella giornata dell’ambiente sono stato molto attento all’ambiente, nella giornata del fumo non ho fumato, in quella in cui non bisognava fare la spesa non ho fatto la spesa, e nell’altra in cui non bisognava accendere le luci la sera, non le ho accese. Ho comprato la domenica mattina mele, arance, uova di pasqua e quant’altro serviva per la ricerca su tutte le malattie. Ho fatto i conti: non è difficile. Con una decina - mettiamo anche quindici - giorni all’anno di qualche sacrificio (minuscolo) ho calcolato che riesco a essere solidale con tutte le questioni urgenti dell’umanità, e la mia coscienza è a posto per il resto dell’anno, senza alcun problema. In più, con una spesa minima, contribuisco attivamente al miglioramento della ricerca scientifica. Mi sento davvero a posto, mi sento bene, e oltretutto la maggior parte delle cose che compro per qualche motivo di solidarietà, poi posso anche mangiarle, e sono buone. In aggiunta, ci metto una decina di firme in manifesti collettivi contro qualche legge assurda, nella denuncia di qualche ingiustizia e per la liberazione di qualcuno. Ovviamente, per il resto dell’anno fumo, compro, sporco, e le mie firme in manifesti collettivi non servono a nulla. Ma mi sento profondamente in pace con me stesso, perché il mio dovere l’ho compiuto. Infatti fumo, compro e sporco con soddisfazione maggiore di chi non ha coscienza. E da moltissimi anni.

Francesco Piccolo, l'Unità, 22 giugno 2009

Pubblicato il 5/7/2009 alle 14.51 nella rubrica Attualità.

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